Ultima modifica: 12 Dicembre 2020

Come dobbiamo comportarci se noi o uno dei nostri cari diventiamo “contatto stretto” di un caso confermato di Covid-19?

COME DOBBIAMO COMPORTARCI SE NOI O UNO DEI NOSTRI CARI DIVENTIAMO “CONTATTO STRETTO AD ALTO RISCHIO” DI UN CASO CONFERMATO DI COVID-19?

Il soggetto in quarantena in quanto “contatto stretto” di un caso confermato di Covid-19 deve:

– Rimanere in quarantena a casa, in una stanza ben ventilata e utilizzare un bagno separato (se possibile), senza muoversi mai dalla propria abitazione evitando ogni contatto con altri, a meno che non sia necessario per assistenza medica. Se si convive con altre persone, è importante evitare di muoversi troppo nella casa e limitare al massimo il numero di persone che entrano nella stanza;
– Se non è possibile evitare di condividere degli spazi è necessario che tutte le persone presenti indossino una mascherina chirurgica e rispettino il distanziamento fisico (mantenendo una distanza di almeno 2 metri). È importante che tutti gli spazi condivisi siano ben ventilati (ad esempio tenendo le finestre aperte) e che vengano puliti/disinfettati almeno una volta al giorno;
– Evitare di condividere spazi con persone che sono a più alto rischio di sviluppare forme gravi di malattia (come le persone di età  superiore ai 65 anni e quelle con malattie croniche);
– Evitare di condividere oggetti personali come spazzolini da denti, asciugamani, salviette, lenzuola, utensili da cucina non lavati, bevande, telefoni, computer o altri dispositivi elettronici con altre persone/familiari;
– Fare attenzione alla eventuale comparsa di sintomi compatibili con COVID-19, misurando la temperatura corporea due volte al giorno;
– Non usare farmaci che riducono la febbre (come il paracetamolo) per alcune ore prima di misurare la temperatura;
– Essere raggiungibile in modo che i medici possano sempre mettersi in contatto;
– Rispettare le buone pratiche respiratorie (starnutire o tossire nella piega del gomito o in un fazzoletto che va subito buttato) e una rigorosa igiene delle mani;
– Rispettare le misure di distanziamento fisico tenendo una distanza di almeno 2 metri dalle altre persone conviventi;
– Alla fine del periodo di quarantena, che è di 10 giorni*, andrà effettuato un unico tampone molecolare contattando il proprio medico curante o la ASL telefonicamente (la modalità dipende dalla Regione e dalla ASL dove si risiede). Se positivo, si rimane in isolamento per altri 10 giorni e se ancora positivo al 21° giorno nei casi asintomatici, l’isolamento si interrompe comunque. Quando invece è negativo la quarantena si interrompe subito;
– Se nel periodo di quarantena compaiono sintomi simil influenzali, è necessario consultare immediatamente il proprio medico o la ASL telefonicamente ed isolarsi. Dal momento della comparsa dei sintomi riparte il periodo di isolamento di 10 giorni alla fine del quale andrà effettuato un unico tampone molecolare.

Fonte: Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma

 

*oppure di 14 giorni senza dover effettuare il tampone

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